Chloë Sevigny biografia

Qui puoi conoscere la carriera e le curiosità sulla sua vita privata, leggere le notizie più recenti, trovare tutti i premi vinti e guardare le foto e i video.

share
Biografia

Chloë Sevigny

ETÀ: Ha 43 Anni
ALTEZZA: 173 cm

NASCE A: Springfield, Massachusetts, Stati Uniti
NASCE IL: 18/11/1974

Chloë Sevigny è nata il 18 novembre 1974 a Springfield, ma è cresciuta a Darien, nel Connecticut, dove si è trasferita con tutta la famiglia, considerata nel posto troppo bohémien per un quartiere così ricco. Inizialmente è nata come Chloe Sevigny Stevens, ma negli anni ha mantenuto solo il primo cognome, aggiungendo una dieresi al suo nome. La passione per le recitazione la manifesta sin dall'infanzia, motivo per cui in quegli anni trascorre molte estati al campo estivo teatrale, gestito dall'YMCA (Young Men's Christian Association). Durante l'adolescenza svolge diversi lavoretti per aiutare economicamente la famiglia, come babysitter o nei campi da tennis del country club. La Sevigny adolescente, però, non era affatto quella che si definirebbe una ragazza tranquilla, oltre a fumare, bere e fare uso di droghe, era solita marinare la scuola a Darien per andare a Manhattan; è stato proprio nel 1992, durante una di queste "scampagnate" in città, che uno dei redattori del tempo della rivista Sassy la nota, ingaggiandola come modella.

Inizia così la sua carriera nella moda, comparendo in diverse riviste del settore e divenendo il volto testimonial di molti brand d'alta moda, che la porteranno l'anno seguente a trasferirsi a Brooklyn , dove alterna il lavoro come modella a quello di sarta, suo hobby adolescenziale. Diventa in breve tempo la nuova "it girl", consacrata così da un lunghissimo articolo su The New Yorker, che la definì anche "la ragazza più bella del mondo". Sempre nel 1993 la conoscenza con l'allora aspirante sceneggiatore Harmony Korine le permette il debutto nel cinema con il film indipendente e a basso budget Kids (1995) di Larry Clark come protagonista femminile, la sedicenne Jennie. È uno spaccato di vita dei giovani newyorchesi dei bassifondi, che ricalca per l'uso di alcol e droghe un po' l'adolescenza della stessa attrice. Pur essendo la sua prima esperienza, l'interpretazione in Kids della Sevigny viene elogiata dalla critica per essere stata una ventata di tenerezza in un film così controverso, ricevendo anche una candidatura come Migliore attrice agli Indipendent Spirit Award.

La performance è così convincente che nel 1996, la giovane bionda di periferia ottiene un ruolo in Mosche da bar di e con Steve Buscemi, dove è di nuovo una giovane adolescente sbandata per cui si prenderà una cotta proprio il personaggio di Buscemi. L'amico Korine la ricontatta per il suo film d'esordio alla regia, Gummo (1997), sempre incentrato su un gruppo di giovani nichilisti alienati con problemi di droga, divenendo un vero e proprio oggetto di culto. In seguito l'attrice ha recitato accanto a Woody Harrelson ed Elisabeth Shue nel noir Palmetto - Un torbido inganno di Volker Schlöndorff nei panni di una giovane vittima di rapimento.

La it girl degli anni Novanta si misura sul set con la coetanea Kate Beckinsale in The Last Days of Disco (1998), dove viene descritta dal New York Times come "seducentemente pudica". La svolta per la sua carriera è avvenuta nel 2000, quando è stata candidata come Migliore attrice non protagonista agli Oscar e ai Golden Globe per l'interpretazione di Lana Tisdel in Boys Don't Cry (1999), bio-pic sulla vita del transgender Brandon Teena. Nel 1999 torna a lavorare con Korine, ormai suo compagno fisso da anni, in Julien Donkey-Boy con Ewen Bremner, reduce dal successo di Trainspotting (1996), mentre l'anno seguente affianca Christian Bale nel thriller cult American Psyco (2000), di cui interpreta la segretaria Jean. Nello stesso esordisce anche in TV con il film Women (2000) nei panni di una donna lesbica, che le attira le simpatie della comunità gay, sebbene la Sevigny abbia rivelato più tardi di aver accettato il ruolo solo per pagare un'ipoteca alla madre, definendo il film l'unico che abbia realizzato con scopi di lucro.

Lars von Trier la vuole in una piccola parte in Dogville (2003) e successivamente Manderlay (2005), ma sempre nel 2003 l'attrice è anche nel cast di Party Monster, film sull'omicidio di Angel Melendez per mano di Michael Alig, e di The Brown Bunny di Vincent Gallo, lavoro noto per lo scalpore creato da una scena reale di sesso orale e che costò all'attrice l'interruzione della collaborazione con l'agenzia William Morris. Nonostante molti abbiamo dato, dopo questo fatto, la sua carriera per stroncata, la Sevigny non ha mai abbassato la testa di fronte le accuse, di fatto successivamente è stata diretta anche da un maestro contemporaneo come Woody Allen in Melinda e Melinda (2004). Torna in TV sempre nel 2004, comparendo in una puntata della sesta stagione di Will & Grace. Mentre la carriera cinematografica prosegue con piccole parti in grandi produzioni, come il remake di Sisters (2006) e Zodiac (2007), e ruoli rilevanti in pellicole minori, quella televisiva si arricchisce con Big Love (2006), serie TV di cui è una dei protagonisti, la malata di shopping Nicki, seconda moglie di un uomo poligamo. L'interpretazione di Nicki, portato avanti per cinque stagioni, le ha permesso di vincere nel 2010 un Golden Globe.

Il 2010 si apre con due pellicole sul grande schermo per la Sevigny: il bio-pic Mr. Nice sul trafficante di hashish Howard Marks, interpretato da Rhys Ifans, e la commedia indipendente Barry Murday. Negli anni seguenti è ancora una volta il piccolo schermo a darle le parti di protagonista, prima in Hit & Miss (2012) nei panni della trans e killer mercenaria Mia, poi con la seconda e la quarta stagione di American Horror Story (2012). Condivide ancora una volta il set con Kate Backinsale in Amori e inganni (2016), ispirato al romanzo epistolare Lady Susan di Jane Austen. Mentre continua la fama televisiva con The Mindy Project (2013), Those Who Kill (2014) e Bloodline (2015), il 2017 la vede ben tre volte al cinema con Beatriz at Dinner, The Dinner e L'uomo di neve. L'anno seguente lavora nuovamente con Charlie Plummer - che aveva incontrato sul set di The Dinner - e Steve Buscemi in Charley Thompson (2018).

Filmografia
Beatriz at Dinner (Beatriz at Dinner)
Charley Thompson (Lean On Pete)
L'uomo di neve (The Snowman)
The Dinner (The Dinner)
Lascia un Commento