"La speranza è il seme di ogni rivoluzione": Edoardo De Angelis e i suoi attori presentano Il vizio della speranza

- Google+
Share
"La speranza è il seme di ogni rivoluzione": Edoardo De Angelis e i suoi attori presentano Il vizio della speranza

Se La Mostra Internazionale del Cinema di Venezia aveva "ospitato" Perez. e Indivisibili, che erano rispettivamente il secondo e terzo lungometraggio di Edoardo De Angelis, La Festa del Cinema di Roma accoglie nella selezione ufficiale Il vizio della speranza, altra storia ambientata sul litorale Domizio, altra esplorazione dell'animo e del corpo femminile, altro film accompagnato dalle musiche di Enzo Avitabile e attraversato dalla spiritualità, che qui ha molto a che vedere con il miracolo di una nuova vita. Dopo il gruppo di personaggi di Mozzarella Stories e le "coppie" delle opere successive, il regista campano si concentra adesso su un'unica protagonista, circondata sì da figure secondarie di grande spessore (nella loro indolenza e tragicità), ma capace di "dominare" con dolcezza e nello stesso tempo con forza una storia che ha l'universalità di una parabola. A interpretarla è Pina Turco, che durante l'incontro con la stampa siede al centro del palco accanto al marito De Angelis. Insieme a Edoardo, in Sala Petrassi, ci sono gli anche gli altri attori e i produttori, ma le prime parole toccano a lui, e sono un commento al titolo del film: "Ho pensato a un inverno dove tutto sembra morto e ho voluto immaginare un fuoco per riscaldarci e aspettare che la natura rinasca. Nel Vizio della speranza vince chi resiste all'inverno, chi ha la pazienza di attendere che qualcosa cambi e chi, quando qualcosa cambia, riesce a servire l'imperativo etico che nasce scoperta di avere una possibilità, e cioè agire".

Di speranza parla anche Pina Turco, che ha trovato nel compagno di vita un maestro severo e sulle prime un po’ scettico: "La speranza è il seme di ogni rivoluzione, la speranza diventa fiducia, e la fiducia diventa fede, e con la fede si può riscrivere il nostro destino. Il ruolo è stato importante così come lo scettiscismo di Edoardo, che non mi riteneva pronta. Questa sfiducia è diventata il mio vizio della speranza, mi ha supportato nell'interpretare un personaggio che mangia la polvere. Io l'ho mangiata la polvere, e mi è piaciuta, e credo che nel film diventi l'emblema di tutti gli uomini e le donne sulla Terra".

In un universo popolato da anime perse, siano esse zie malvage, madri infami o gente malavitosa, ci sono personaggi buoni, a cominciare da Carlo Pengue, un uomo che ha soccorso Maria da bambina salvandole la vita e che la aiuta anche da grande. A vestirne i panni è Massimiliano Rossi, solitamente chiamato a impersonare dei poco di buono. Per lui essere diretto da De Angelis è stato un onore e ha significato ancora una volta "conservare il mistero": "Quando affronto un film con Edoardo, capita sempre che il personaggio diventi reale mantenendo però una inconoscibilità di fondo. Con De Angelis non ci avviciniamo mai allo stereotipo, c'è sempre una certa insondabilità. Quando finiamo il film, i personaggi acquistato concretezza, ma restano inafferrabili e va bene, perché non bisogna dare completamente forma a ciò che esiste nel pensiero. Mi è piaciuto, una volta tanto, impersonare un uomo buono, Carlo è lo specchio più piccolo della protagonista, perché come lei aspetta che succeda qualcosa".

Pur avendo alcuni elementi in comune con la precedente filmografia di Edoardo De Angelis, Il vizio della speranza ha una sua profonda specificità, stilistica innanzitutto. De Angelis avrebbe potuto muoversi su sentieri già battuti, ma la sua squadra lo ha spronato al nuovo: "Io per primo ho la tentazione di rifare qualcosa che mi viene bene, per fortuna mia moglie, Umberto Contarello e i miei produttori sono gente un po’ folle che non ama la comodità. Sono individui che vogliono sperimentare. E’ giusto che chi racconta storie cambi linguaggio pensando a chi di queste storie potrà un giorno godere. L'innovazione sembra una follia, in realtà è un dovere".

A proposito di innovazione, la collaborazione fra Edoardo De Angelis ed Enzo Avitabile è partita da premesse diverse rispetto a Indivisibili. Le musiche scritte dall'artista napoletano hanno sempre una forte visceralità, ma lui e De Angelis hanno scelto, stavolta, di abbracciare la varietà: "Nel Vizio della speranza" - racconta Avitabile - "la musica è un elemento importante. Abbiamo sentito il desiderio di non avere un tema conduttore che fosse quindi più importante di altri. La nostra musica è stata fin dal principio un'esigenza dell’anima, con il suono che diventava immagine e l'immagine che diventava suono. Abbiamo lavorato con il cuore più che con la testa. I nostri temi, inoltre, non dovevano avere un un vestito fisso: c'è la canzone, c'è la musica quasi cameristica, ci sono eventi orchestrali e poi suoni che semplicemente accompagnano le scene. Desideravamo che la musica vivesse in libertà e che esprimesse semplicemente quel che accadeva nel film".



Carola Proto
  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
Lascia un Commento
Schede di riferimento
Lascia un Commento